lunedì 24 luglio 2017

Strana cronaca del suicidio
di una strana setta americana
dalle strane sonorità di casa

Reverendo Jim Rancy “Nonungranchè” Jones radunò quella mattina i suoi novecentonove fedeli, compresi i bambini, alcuni di essi suoi figli, avuti da madri assai devote, sul sagrato del Tempio del popolo democratico. E disse che il demonio aveva solo apparentemente vinto profittando del buio della Notte elettorale; e che la nostra Chiesa – anche detta: […]

Reverendo Jim Rancy “Nonungranchè” Jones radunò quella mattina i suoi novecentonove fedeli, compresi i bambini, alcuni di essi suoi figli, avuti da madri assai devote, sul sagrato del Tempio del popolo democratico.
E disse che il demonio aveva solo apparentemente vinto profittando del buio della Notte elettorale; e che la nostra Chiesa – anche detta: Chiesa della Serenità- vestiva ormai la pelle maculata di un animale feroce e agile, il leopardo; e che grandi e lucenti prospettive si sarebbero aperte invece per conseguire vittorie decisive nei giorni del Luminoso Novembre e riprendersi il governo federale.

Fece distribuire un cocktail dal gusto amaro, e attese che le nuvole si diradassero all’altezza del Grande orizzonte cinguettando con la folla tweet giulivi e bellicosi.
Mentre una coltre di sonno avvolgeva i mille adepti del Tempio della gente democratica -Pdpeople Temple – la voce del Reverendo Rancy ritmava strani numeri, come una cabala: siamo 68 a 59, e le plebi indomite ma assonnate ripetevano 68, 59.

Jim raccolse attorno a sé la Prima Sposa, Agnes the Teacher, il Primo Padre MACGrace Ofthelittleriver -in Italiano: Del Rio- con i suoi dieci arzilli bimbetti, il Primo Cugino Lucky Loat distogliendolo dalla ricerca delle cimici piazzate nel Tempio dagli agenti dell’Fbi; e alla fine si congiunse alla folla, appartata ma intenta nella preghiera, la procace Mary Ellen Icecreem, sorridente e gelida.

Assediati i Temple People resistettero cibandosi di sterpi e bevendo il nettare del Chiantishire, rosso come il sangue, lo stesso che fu versato da sette zeloti della setta del reverendo Jim, capeggiati dal semireverendo MacOrphin, che non vollero attendere l’effetto della Sacra Soft Drink 🍹.

S’affacciarono, prima di spirare, accoltellati dalle loro stesse mani insanguinando la Pelle di leopardo, sul terrapieno che circondava il Tempio, urlando come un esorcismo contro Iron Moustache Demon, il Demone con i baffi di ferro. In lontananza si radunava attorno ai fuochi la folta e vivace tribù di Thomas Mountain, pellerossa dal temperamento artistico e dalla bella chioma, e di Ann Falcon, squaw brava e bella benché catanese.

Chi trovò i mille corpi senza vita riversi nel parco del Tempio notò che tutti avevano tratti rilassati e sereni, e che sul capo del reverendo Jim Rancy era cresciuto uno strano e vaporoso ciuffo, dorato. Il capo della Chiesa della Serenità aveva raggiunto il suo Grande Scopo

Non breve nota dell’Autore
Come nei vecchi film in cinemascope ogni riferimento a persone fatti e ditte è casuale, ma l’Autore non può esimersi dal notare – come semplici coincidenze – le suggestive assonanze con personaggi reali deil cognome del capo setta omicida- suicida, Rancy (pronuncia: Rensi), dei nomi di alcuni dei suoi seguaci più stretti Mary Ellen, Loat (pron. Lot) , e della traduzione di ofthelittleriver=delrio. La tribù di pellerossa appostata in lontananza è poi capeggiata da un Thomas Mountain e da Ann Falcon, nomi solo simili a quelli di Tomaso (con una emme) Montanari e Anna Falcone.
Gli informatori che hanno concesso all’Autore la visione delle carte finora riservate sulla setta suicida dei Pdpeople del Tempio hanno anche allegato una nota relativa al contemporaneo, stupefacente (amazing) verificarsi della riesumazione/resurrezione nel grande cimitero indiano antistante il Tempio (sul lato destro) del Grande Capo Toro Chioma di Mogano. Resurrezione avvenuta durante una danza rituale attorno a un antico palo, cerimonia detta dagli indigeni la Lap dance. Gli informatori hanno annotato che trattasi di un’altra storia. Ma hanno aggiunto un grosso punto interrogativo

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