domenica 23 aprile 2017

Il Caimano non mangia l’agnello: buona Pasqua elettorale

Gatto randagio insolitamente sfottente e decisamente ironico. Daltronde è quasi zoo, il gatto Francesca de Carolis, il Caimano Berlusconi e l’agnellino elettore delle ormai prossime amministrative. Sorriso di Pasqua alla zoo politico immaginato da Francesca.
Un Alfano che abbraccia un asinello, un Renzi che inchioda il logo del coniglietto anti vivisezione sull’insegna di una sede di partito, un Salvini che salva in extremis una mucca dal macello, una Meloni che sale sul palco accompagnata da un tacchino… un D’Alema che riporta le cozze in mare…
Buona Pasqua da Gatto Randagio e anche da Remocontro

E come evitare di parlarne? Sono giorni che Gatto randagio non trattiene le lacrime dal ridere … dopo aver visto la foto di Silvio Berlusconi che, sullo sfondo di un prato verde d’erba tenera, ancor più teneramente allatta un agnellino di poche settimane. Una bestiolina così bianca che più candida proprio non si può. E sorride dolcissimo, l’agnellino, come sapesse d’averla scampata bella, grazie a sì illustre testimonial della campagna vegana: “A Pasqua scegli la vita, scegli veg”.
Da persona che non mangia animali da almeno un decennio ne sono felice anch’io… Perché, vedete, sbaglierò, ma la prima cosa che viene in mente è che non sarà per caso, né per un’improvvisa folgorazione sulla strada di Damasco, se il “Caimano” ha scelto, almeno per oggi, di fare il salto della staccionata e mostrarsi quasi agnello fra gli agnelli…
Viene da pensare che persona tanto attenta ai sondaggi, chiedendo e frugando e sondando, abbia scoperto che il popolo di vegetariani e vegani non è affatto trascurabile e che preziose proiezioni lo danno in continua crescita. Insomma, un buon bacino di consenso e voti cui nessuno aveva ancora pensato. I numeri sono numeri, e questo è davvero un colpo da maestro…

E da vegetariana a un passo dal vegano non si può che apprezzare. Naturalmente mi riferisco alla conferma della tendenza a crescere del popolo dei non mangiatori di animali, perché da qui ad abbracciare l’orizzonte culturale del fondatore di Forza Italia o chi per lui ce ne vuole…
Ma sono contenta anche per una suggestione che è guizzata nella mente, la mente di quel birbante del randagio, naturalmente… Già avete sentito di dichiarazioni in affanno e di caprette nei corridoi di Montecitorio… Ma volete vedere che questo è solo l’inizio, e in questo mondo politico, dalle scarne idee e dai facili abbagli, non si insegua ora con determinazione l’imbonitore di Arcore in questa sua nuova strada?
Se fino ad oggi, guardando ad antiche miserie e a nuovi terrori, non si è fatto altro che inseguirsi sulla strada delle misure ‘securitarie’, magari da domani si smetterà di prendersela con chi chiedendo l’elemosina turba il decoro delle strade (realizzando finalmente che, per come sembrano andare le cose, a rendere indecorose le strade ci sarà sempre più gente e sempre di meno quindi i votanti felici di misure pro-decoro…), e la rincorsa politica al gioco della cavallina prenderà la via di stalle e ovili …

L’immaginazione del Gatto è fervida. Già vede un Alfano che abbraccia un asinello (di quelli sardi in estinzione), un Renzi che inchioda il logo del coniglietto anti vivisezione sull’insegna di una sede di partito, un Salvini che salva in extremis una mucca dal macello, una Meloni che sale sul palco accompagnata da un tacchino… un D’Alema che riporta le cozze in mare… Tutti sorridenti, a beneficio della telecamera del tg di turno. Considera l’aragosta…
Insomma, il Gatto si è messo a ipotizzare scenari futuribili dove, l’Apocalisse di Giovanni insegna, “il lupo dimorerà insieme con l’agnello”…
Certo che non sarà facile far meglio del signore di Arcore che, da vero maestro, ha subito messo il cappello sull’essere più altamente simbolico che potesse trovare sul mercato… pardon, sulla Terra. L’agnello, appunto.

Viene in mente un passo proprio dell’Apocalisse dove si parla dell’incontro della Sposa e dell’Agnello… immagini di forte simbologia, dove si celebrano le nozze fra Cristo e la comunità dei giusti… Un azzardo, forse… ma pensate alla forza del richiamo che sotto sotto ci arriva dall’innocente istantanea del giardino di Arcore. Il Paradiso che alla fine ci attende…
Però, però… il mondo sia pur virtuale di internet è davvero fetente…
Cercando e frugando, neanche poi troppo, s’intoppa in una nota dell’AdnKronos, del febbraio dello scorso anno. Era girata voce, e ne aveva parlato anche qualche giornale, che l’ex presidente del consiglio fosse diventato vegetariano. E questa è stata la sua dichiarazione immediatamente rilasciata all’agenzia di stampa: “Cado dalle nuvole trovando sui social network e su qualche giornale commenti su mie presunte abitudini alimentari. Oso far presente che io non ho fatto mai alcuna dichiarazione al riguardo, né in pubblico né in privato”. Segue, a smentire la svolta vegetariana del signore di Arcore, la dichiarazione del suo medico personale.

Ancora qualche dubbio avanza, quel cattivone del Gatto randagio, sull’abbraccio che tanto ci intenerisce, e ancora una riflessione, che sempre gira intorno al candido agnellino della foto.
In ogni tempo l’agnello è stato considerato, per la sua purezza, animale sacrificale per eccellenza… e che sia bianco e senza macchia, proprio come quelli che sappiamo in questi giorni saltellare nel giardino di Berlusconi. E secondo tradizione universale ( o quasi) l’agnello è l’animale perfetto per i sacrifici propiziatori…
“Questo non ti dà da pensare?” mi soffia all’orecchio il randagio.
“La campagna di questi giorni salverà pure tanti agnelli, e ne siamo felici, ma –suggerisce- perché non fare una puntatina nel giardino di Arcore, a controllare, dopo Pasqua, lo stato di salute di quei quattro deliziosi agnellini… controllare che siano proprio gli stessi, e seguirli magari fino a Natale… per verificare che siano lì, più grandicelli e ancora vivi, a pascolare nei campi del loro salvatore. Pronti a far da comparse per il presepe che verrà”. Sospettoso gattaccio…

Ma vogliamo essere ottimisti. Pensate che nuovo mondo, se l’amore per gli animali altri da noi dovesse essere davvero profondo e sincero. Potrebbe essere l’inizio di una nuova era: meno sfruttamento, meno dolore, meno macelli… E, facendola finita con questa storia della specie, (umana, animale… suggerisco la lettura de: “L’invenzione della specie” di Massimo Filippi), poi magari si arriverà a considerare con nuovi occhi anche gli esseri umani che vogliamo altri da noi… E anche per loro, meno sfruttamento, meno indifferenza, meno cattiveria, meno bombe…
Il Paradiso che verrà. Buona Pasqua a tutti…

Potrebbe piacerti anche