lunedì 24 luglio 2017

Cina superpotenza navale entro il 2020 il dominio dell’Oceano Pacifico?

Secondo molti strateghi, chi dominerà l’oceano Pacifico dominerà il pianeta. Dominio militare a dimostrazione del dominio economico. Gli Stati Uniti campioni di mondo, ora, ma minacciati nel titolo da una Cina sino a ieri apparentemente più interessata a farsi potenza economica prima che militare

Entro il 2020 la flotta dell’Esercito Popolare di Liberazione, la marina militare cinese, potrebbe diventare la prima superpotenza navale del Pacifico, superando per numero quella della US Navy. Secondo il rapporto annuale della US-China Economic and Security Review Commission, nei prossimi sei anni Pechino potrebbe arrivare ad acquisire 351 nuove unità navali. Il Pentagono da parte sua batte cassa e chiede di rispondere costruendo più navi oltre che aumentare la presenza di quelle esistenti nelle acque dell’Oceano Pacifico di almeno 67 unità. Si parla del 60% della flotta.

Una delle flotte di superficie della marina militare cinese
Una delle flotte di superficie della marina militare cinese

A Washington ci si divide tra chi dubita che le risorse e i finanziamenti messi a disposizione della US Navy siano sufficienti a contrastare l’emergenza “cinese” -troppi i tagli al bilancio della Difesa, in particolare alla Marina Militare- e chi ricorda a tutti che gli Stati Uniti operano nel Pacifico con 11 portaerei, mentre la Cina ne ha una sola. La ‘Spending review’ non piace neppure agli ammiragli statunitensi. Comunque saranno i nuovi sistemi d’arma l’elemento decisivo nel calcolo dei rapporti di forza. Più i nuovi missili che le navi -per dirla da civili- a fare la differenza anche sugli oceani.

Per i dettagli tecnici, da Analisi Difesa, il colonnello Eugenio Roscini Vitali. Veniamo a sapere che ‘I missili superficie-superficie DF-21D hanno già un raggio d’azione sufficiente (900 miglia nautiche) a minacciare gran parte delle unità di superficie che operano nella regione, e che il numero di sottomarini, che nell’arco di cinque-otto anni potrebbero arrivare ad essere 82, più del doppio di quelli schierati nel Pacifico dagli Stati Uniti, sarà sufficiente a mettere in difficoltà anche i più sofisticati sistemi di difesa’. Vantaggi della Cina? Più soldi e miglior spionaggio informatico.

Il bilancio Difesa 2014 della Cina e stato di 131 miliardi, +12.2% dell’anno precedente. Per il ‘Cyber espionage’, Defense Science Board parla di innumerevoli attacchi di hacker cinesi ai sistemi informatici di programmi militari USA. Cose ‘toste’. Il Patriot Advanced Capability-3, i programmi F–35 e F/A–18, il ricognitore P–8A, l’UAV Global Hawk, l’elicottero multiruolo Black Hawk, il sistema anti-missili balistici Aegis, il programma navale Littoral Combat Ship, studi su applicazioni satellitari, comunicazioni, trasferimento dati, guerra elettronica e nuovi sensori a bordo dei droni.

Decollo di un cacciabombardiere da una portaerei cinese
Decollo di un cacciabombardiere da una portaerei cinese

Suddivisa in tre Flotte (Nord, Centro e Sud) la Marina cinese dispone di circa 470 unità. Meno della quelle con potenzialità offensiva. I cantieri cinesi stanno lavorando allo sviluppo di molte nuove unità basate su tecnologie di ultima generazione. Pronti ad entrare in servizio dei cacciatorpediniere con missili capaci di colpire a oltre 200 chilometri. Ma gli investimenti riguardano tutti i settori militari e i sistemi d’arma. Un elenco da dottor Stranamore. Ad esempio, tanti sottomarini nucleari, con missili balistici intercontinentali che possono essere armati con testate ovviamente atomiche.

 

Potrebbe piacerti anche