domenica 23 luglio 2017

Nuovo arrivo grande firma Daniele Protti e l’Italia racconti del vivere civile

Daniele educato e duro. L’insulto gratis domina in web. La falsificazione storica, la menzogna. Gratuità e facilità di accesso consente a molti di fare affermazioni senza averne verificato il fondamento e crogiolarsi nell’insulto. L’ansia di fustigare retta da ignoranza o falsificazione dei fatti

Daniele Protti inizia a fare il giornalista nel 1977. È stato direttore del Quotidiano dei lavoratori, inviato de Il Lavoro di Genova, de il Globo e de Il Messaggero di Roma. Dal 1988 a capo della redazione romana dell’Europeo, nel 1995 ne è stato l’ultimo direttore prima della chiusura del periodico. Poi è inviato delle testate della Rizzoli RCS. Dal 2001 riapre L’Europeo bimestrale e poi mensile e ne è direttore fino alla chiusura nel 2013.

Da oggi ha deciso anche lui di ‘RemareContro’

 

Daniele Protti in Afghanistan quando faceva il mujaheddin (o il talebano?)
Daniele Protti in Afghanistan quando cercava di farsi passare da mujaheddin

 

L’insulto gratis domina su parecchi siti del web. Insulto condito da spettacolari falsità e soprattutto da una diffusa ignoranza. L’esempio più recente è legato a un sondaggio che attribuiva a Napolitano un “sorpasso” su Renzi nell’indice di popolarità dei leader politici. Attendibili o meno che siano questi sondaggi, è impressionante la falsificazione storica: c’è chi ha scritto (intervenendo su l’Huffington Post, ma anche su altri siti) che Napolitano era uno stalinista, addirittura un ex repubblichino, un fan comunista dell’invasione sovietica prima in Ungheria, poi in Cecoslovacchia e altre falsità del genere.

 

Peccato che Napolitano sia stato, per decenni, in estrema minoranza nel Pci governato dal segretario Togliatti, che coniò per lui la qualifica di “migliorista”. E solo dopo la fine del Pci (quindi dopo decenni di minoranza all’interno del Pci) Napolitano ha avuto il riconoscimento di riformatore democratico all’interno della politica italiana. Per essere chiaro fino in fondo: ricordo queste cose non per “difendere” Napolitano ma semplicemente per sottolineare una preoccupazione crescente.

 

diffamazione-via-Facebook sito

 

La gratuità (e la facilità di accesso) del web assicura a molti la possibilità di fare affermazioni senza prima averne verificato il fondamento, e soprattutto di crogiolarsi nell’insulto. Ci sono interventi di “top commentator” (confesso che quel “top” mi inquieta…) che mostrano di sviluppare soprattutto l’ansia di fustigare, anche se sorretta soltanto da una straordinaria ignoranza o falsificazione del fatti. Il discorso non vale solo per Napolitano, ovviamente.

 

Per questo in certi momenti alcune aree del web mi ricordano le più esagitate curve degli stadi, dalle quali mi sembra, purtroppo, che anche il soave Grillo abbia tratto fonte di ispirazione.

 

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